«Per agire da soli non è il momento».

Cosa comporta il TCC 2017 per i clienti? Colloquio tra Nicolas Perrin, CEO di FFS Cargo, e Hansjörg Reiss, responsabile della divisione Foraggio e materie prime della Cooperativa Fenaco.

Signor Perrin, di recente è stata inaugurata la galleria di base del San Gottardo. La nuova organizzazione del traffico a carri completi (TCC) avviene all’ombra del progetto ferroviario del secolo. L’opinione pubblica non è sufficientemente consapevole dell’importanza del TCC?

NICOLAS PERRIN: L’inaugurazione del Gottardo è stata un evento davvero straordinario, e per me un momento di grande emozione. È un’opera che non riguarda solo la Svizzera, ma l’Europa intera. Ma di tutti i cambiamenti che hanno interessato FFS Cargo, il progetto TCC 2017 è sicuramente quello più incisivo, sia per i clienti che per i collaboratori. Poniamo le basi per lo sviluppo del TCC e siamo consapevoli del fatto che un tale cambiamento non avviene dal giorno alla notte.

E come avviene invece?

PERRIN: I cambiamenti sono sempre sgradevoli, anche se creano un contesto migliore per il futuro. Soprattutto nei primi mesi dopo il lancio, dovremo procedere con accortezza e, ove necessario, andare oltre i nostri limiti e fare delle correzioni. Il dato di fatto è che i ritmi della logistica crescono: servendo più spesso i grossi centri, con il TCC 2017 andiamo incontro a questa tendenza. 

Signor Reiss, Fenaco ricorre al TCC più di qualsiasi altra impresa svizzera. Di che volumi stiamo parlando?

HANSJÖRG REISS: Ogni giorno trasportiamo grandi quantità con il TCC: su strada corrisponderebbe a circa 50 carichi su camion. Per noi FFS Cargo è un importante partner per la logistica.

Essendo un’impresa di agricoltori, Fenaco si professa a favore del trasporto ecosostenibile su rotaia. È stata una decisione saggia quella di dipendere dal TCC?

REISS: Le alternative ci sono sempre! Ma voglio dire con chiarezza che, secondo noi, non è assolutamente auspicabile trasferire il trasporto su gomma. Durante il raccolto del grano, in un breve periodo di tempo si producono grandi quantità che devono essere trasportate. Anche in questo caso ci affidiamo a FFS Cargo.

PERRIN: Strada e ferrovia hanno ciascuna i propri vantaggi. Per i prodotti che viaggiano in modo regolare e ricorrente, sulle grandi distanze è preferibile la ferrovia. Questo è anche il principale obiettivo del TCC 2017: forti collegamenti sulle linee principali con tre consegne al giorno per una maggiore affidabilità e frequenza nel trasporto merci.

Il TCC è da tempo una sorta di spina nel fianco dal punto di vista economico. Ha avuto timore che fosse prossimo alla fine?

REISS: Basta guardare all’estero per capire che un TCC capillare come quello svizzero è un caso particolare. In un paese piccolo, l’infrastruttura è limitata a uno spazio ristretto. Si parla molto di densità edilizia, si vuole contrastare la perdita di aree coltivate e sfruttare ogni metro quadrato. Ciò significa che i binari di consegna nella maggior parte dei casi sono semplicemente troppo corti per preparare i treni blocco. 

La logistica avviene sempre più su base giornaliera, mentre FFS Cargo punta a una maggiore programmabilità. Con il TCC 2017 si scaricano semplicemente i problemi sui clienti?

PERRIN: Assolutamente no! Abbiamo predisposto i nuovi processi insieme ai clienti. Con il sistema di prenotazione creiamo piani di trasporto vincolanti nei confronti dei clienti. Le catene logistiche ne hanno bisogno. Esiste naturalmente il rischio di sottovalutare qualche aspetto che, in singoli casi, potrebbe anche avere ripercussioni significative. Insieme ai grandi clienti abbiamo preparato questa fase accuratamente. 

Quando siete venuti a sapere di questi cambiamenti? Siete stati messi di fronte al fatto compiuto?

REISS: Abbiamo avuto i primi contatti due anni fa. Comprendiamo appieno il senso di questi cambiamentie, essendo tra i principali clienti di FFS Cargo, apprezziamo il fatto di poter parte­cipare attivamente al processo. Abbiamo contribuito fin dall’inizio per favorire un’implementazione del nuovo sistema possibilmente senza intoppi.

Che cosa cambia concretamente?

REISS: Finora, con il TCC potevamo prenotare fino a 48 ore prima della partenza. Ora dovremo farlo con un preavviso di due settimane. Nel periodo del raccolto, però, due settimane sono troppe per noi. La raccolta del grano, per esempio, dura solo cinque settimane. In questo caso, due settimane per noi sono un’eternità. Anche solo il meteo può far saltare tutti i piani. Inoltre, i clienti decidono sempre più a breve termine quando ordinare e quali quantità. Per questo abbiamo bisogno di un’elevata flessibilità nel TCC. 

PERRIN: Con il TCC 2017 vogliamo incrementare la programmabilità dei collegamenti, per noi e per i clienti. Ma continueremo a essere flessibili, questo per noi è importantissimo. I carri si potranno prenotare da due settimane a 90 minuti prima della partenza. Terremo in considerazione le specifiche esigenze di settore.

Quanto è orientata la vostra azienda al traffico su rotaia?

REISS: Soprattutto nella logistica dei cereali e del foraggio puntiamo fortemente alla ferrovia, in particolare dai porti renani di Basilea. Parliamo sempre di investimenti: entro la fine del prossimo anno sarà pronto il nuovo centro di raccolta e smistamento di Fenaco nel porto Auhafen di Basilea, che comprende un silo di 70 metri per stoccare foraggio e cereali. Verranno predisposti un nuovo impianto di carico ferroviario e una strada di carico per i camion. Inoltre, dialoghiamo costantemente con FFS Cargo che sta progettando un terminal trimodale a nord di Basilea per il trasbordo merci tra navi, treni e camion. Il terminal servirà a gestire il crescente traffico di container provenienti soprattutto da oltreoceano via Rotterdam. 

PERRIN: Le cose stanno così: i clienti evolvono con noi e viceversa. Un raccordo ferroviario non si costruisce in tutta fretta per poi non usarlo più dopo due anni. La logistica del futuro differenzierà sempre più tra la dorsale di traffico e la successiva distribuzione capillare.

REISS: A nostro avviso, una logistica ottimale coniuga strada e ferrovia. In questo senso ci sono ancora margini di miglioramento per quanto riguarda la ferrovia. Anche i nostri stabilimenti per i foraggi misti sono fortemente orientati ai trasporti su ferrovia. Una distruzione capillare su rotaia dallo stabilimento ai singoli agricoltori non ha però alcun senso.

Quali vantaggi comporta il TCC 2017 per i clienti?

PERRIN: I clienti avranno collegamenti più frequenti nei grossi centri e un’offerta affidabile. Avranno anche collegamenti con capacità verificata; oggi invece accade spesso di sapere solo al momento del ritiro dei singoli carri se arriveranno puntuali a destinazione. Il nostro obiettivo è far sì che i nostri servizi e le possibilità che offriamo siano di un tale livello da rappresentare la migliore soluzione di trasporto. 

Che esperienze avete con il traffico merci internazionale su rotaia?

PERRIN: Ci saranno maggiori importazioni anche perché il franco è forte. In Svizzera, inoltre, si produce sempre meno. Da questo punto di vista il collegamento con le reti estere è sempre più importante. I volumi maggiori viaggiano con SBB Cargo International o DB Cargo attraverso la Germania, di gran lunga il nostro maggior partner commerciale. Nel settore della chimica utilizziamo Chemoil come spedizioniere ferroviario. Con Xrail facciamo parte dell’alleanza per il TCC; con alcuni membri abbiamo costruito nuovi prodotti diretti, per esempio per Anversa.

Le aspettative aumentano anche per il traffico viaggiatori: l’esigenza della puntualità è sempre più forte. A spese del traffico merci?

REISS: Da cliente di FFS Cargo, dico ovviamente che il traffico merci è svantaggiato (sorride). D’altro canto sono consapevole del fatto che anche il traffico viaggiatori ha le sue legittime esigenze. Come già detto, è una questione di spazi e di infrastruttura. Quando mi chiedono qual è la differenza, dico: il traffico merci è un traffico attivo, quello viaggiatori è passivo.

Che cosa vuol dire?

Mentre il camionista trasporta la merce, l’autista muove solo l’autobus: alla fermata la sua merce si carica e scarica da sola! (ride)

PERRIN: (ride) … anche a noi piacerebbe a volte che le casse avessero le gambe!

REISS: Scherzi a parte, il traffico merci attivo è e rimane una grande sfida. Ci vogliono operatori che lo gestiscano con professionalità e un determinato tonnellaggio che garantisca un uso remunerativo dell’infrastruttura.

PERRIN: Il traffico viaggiatori può fare programmi al minuto anche vent’anni prima. Noi non possiamo dire, l’anno prossimo alle 16.17 parte un treno merci da Herzogenbuchsee. Per questo è importante che nel traffico merci su rotaia le capacità prevedibili siano assicurate nel lungo termine. Sarà così con la nuova legge sul trasporto di merci. Anche per la galleria di base del San Gottardo le capacità sono chiaramente definite.

È sufficiente rispetto alla concorrenza della gomma?

PERRIN: In questo contesto occorre predisporre un’offerta il più possibile flessibile e orientata al futuro. Bisogna anche vedere se in futuro le stesse questioni si porranno anche per il traffico su strada. L’intro­duzione del Road Pricing, per esempio,capovolgerebbe la mentalità …

REISS: Non mi piace porre la questione in termini di conflitto tra strada e rotaia. Per me si tratta di integrare in modo ottimale i due sistemi. Non ha molto senso trasportare allo Swissmill di Zurigo mille tonnellate di cereali con il camion. Ma non è l’ideale nemmeno trasportare un po’ di fragole con la Ferrovia retica su fino a Disentis.

Dove vede il TCC tra dieci anni?

REISS: Ritengo che le capacità ci saranno ancora. Per quanto riguarda il numero di punti di servizio ci saranno sicuramente altri cambiamenti. L’importante è che questi cambiamenti avvengano sulla base di un dialogo e che siano pensati nel lungo termine. In ultima analisi i punti di servizio comportano sempre grossi investimenti nell’infrastruttura. 

Ci pensate a volte a comprare una vostra ferrovia merci, come ha fatto la Coop?

REISS: Come dicevo prima, le alternative ci sono sempre. Ma siamo anche consapevoli del fatto che un treno lo devi sfruttare al massimo. Un treno fermo costa. Per il momento una ferrovia nostra è fuori discussione. Noi puntiamo sulla collaborazione con FFS Cargo. Dati gli obiettivi comuni, l’idea di agire da soli è al momento impensabile.

Hansjörg Reiss.

Hansjörg Reiss, 48 anni, è ingegnere agrario e dal 2012 lavora per la divisione GOF della Coopera­tiva Fenaco, in cui è responsabile della logistica,oltre che del commercio di foraggio e materie prime. Segue inoltre la realizzazione del nuovo centro di raccolta e del silo di smistamento del porto Auhafen 3di Basilea. Nei 18 anni precedenti, Reiss era stato amministratore delegato di Landi Reba.

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