Direttissima Rotterdam– Genova.

Tra poche settimane si inaugurerà la galleria ferroviaria più lunga del mondo. Già adesso è evidente che grazie a questa i grandi porti si avvicineranno e il traffico merci sull’asse nord-sud avrà nuove opportunità. E anche il Ticino ne trarrà vantaggio.

Ci attende un grande giorno in cui un antico sogno diventerà realtà. Da oltre 2000 anni tantissime persone – somieri, politici, imprenditori, ingegneri, operai di cantiere – hanno cercato il modo per dominare il Gottardo. Il collegamento geograficamente più breve tra l’Europa centrale e il Mediterraneo non è stato solo un ostacolo, ma una costante fonte d’ispirazione. L’obiettivo vero e proprio, ovvero superare l’ultimo scoglio di una topografia ostile al traffico, sarà raggiunto con il completamento della nuova galleria del San Gottardo.

Punto di partenza: il mare.

Al momento si sta discutendo sulla misura in cui la nuova galleria modificherà l’orientamento dei grandi flussi di merci in Europa. È impossibile trovare una risposta senza tenere conto dei porti e del mare. È là infatti che inizia la catena logistica, dalle navi sempre più grandi. «Gli armatori sono i motori dello sviluppo», dichiara ­Edmund Prokschi, responsabile Vendita e Sviluppo dell’offerta di FFS Cargo International, l’affiliata di FFS Cargo e Hupac sull’asse nord-sud. Oggi non tutti i porti europei sono equipaggiati in egual misura per trasbordare rapidamente le crescenti quantità di merci da oltremare alle destinazioni dell’hinterland. I porti del Mare del Nord, primi fra tutti Rotterdam, Anversa e Amburgo, hanno potenziato costantemente i loro impianti per offrire un trasbordo di merci moderno.

E continueranno a farlo. Rotterdam ad esempio, il terzo porto marittimo più grande al mondo dopo Shanghai e Singapore, investe nuovamente oltre tre miliardi di franchi per ampliare i suoi impianti. Nei Paesi Bassi si prevedono 30 milioni di container in arrivo nel 2030, ovvero il triplo del trasbordo attuale. «La Galleria di base del San Gottardo è fondamentale per il nostro porto», conferma Wouter van Dijk, responsabile Logistica dei container del porto di Rotterdam, «la tratta Rotterdam–Italia è molto importante per noi in quanto le merci vengono trasportate per lo più su rotaia.» Con l’ampliamento dei terminal nell’area Maasvlakte, il volume continuerà a crescere nei prossimi anni. Gli ­investimenti sono indispensabili se Rotterdam vuole stare al passo con questa crescita enorme. Le autorità portuali sono convinte di riuscire così a gestire il traffico merci previsto anche in futuro, potendo contare anche sul maggiore trasferimento dei trasporti dalla strada ai battelli fluviali e alla rotaia.

I porti del Mediterraneo, invece, continueranno a essere la sfida maggiore a causa delle loro infrastrutture limitate per il trasporto dei container. A Rotterdam si trasborda una quantità di merci quasi sei volte superiore a quella di Genova. Il vantaggio di cinque giorni offerto dai porti liguri rispetto ai porti del Mare del Nord nel traffico marittimo verso l’Asia attraverso il Canale di Suez viene presto vanificato per le carenti capacità di trasbordo. Di conseguenza oggi una parte cospicua delle merci destinate all’Europa del sud viene scaricata nei porti del Mare del Nord e spedita al sud via terra. «L’apertura della nuova galleria del San Gottardo non cambierà da sola la situazione nell’immediato. I porti liguri non sono ancora pronti», spiega Marco Terranova, responsabile Produzione Italia di SBB Cargo International.

Ci si sta impegnando su vari fronti per migliorare la situazione. Il più grande armatore mondiale, Maersk, costruirà un nuovo porto per container a Savona nei prossimi anni. La tratta ferroviaria che collega la costa ligure al nord passando per l’Appennino continua però a essere una strozzatura. La linea ferroviaria «Terzo Valico dei Giovi» offrirà una soluzione a partire dal 2021, ma con una limitazione: anche questa tratta non sarà adatta ai treni di 2000 tonnellate. «Perché i nuovi collegamenti ferroviari possano veramente dare i loro frutti ed essere sfruttati al meglio, è fondamentale che i porti liguri continuino a investire fortemente nel loro ampliamento», sottolinea Maurizio Gentile, CEO di Rete Ferroviaria Italiana (RFI).

«L’Europa si fa più piccola».

Ad ogni modo sul Gottardo, nel cuore della Svizzera, le pietre sono state spazzate via e la montagna è stata vinta. Dopo 17 anni di lavori, l’opera del secolo sarà inaugurata ufficialmente il 1° giugno 2016 e trasferita da ATG alle FFS. L’entrata in servizio della galleria l’11 dicembre 2016 sarà un ulteriore passo in avanti verso la ferrovia di pianura transalpina, che sarà ultimata solo con la galleria del Ceneri e il corridoio di quattro metri.

Solo le scoscese pareti rocciose e la possente montagna fanno presagire presso il portale nord ai piedi della Rynächtflue a Erstfeld che il viaggio attraverso la galleria durerà un po’ di più. Per rivedere la luce del giorno al portale sud a Bodio (TI) si devono percorrere infatti 57 chilometri. La Galleria di base del San Gottardo riduce il tragitto di 30 chilometri evitando le ­gallerie elicoidali e le tante curve della vecchia linea di montagna. I treni merci attraversano le gallerie a una velocità fino a 140 km/h, i treni passeggeri fino a 200 km/h. «L’Europa si fa più piccola», afferma Michail Stahlhut, CEO di FFS Cargo International, «in quanto i tempi di percorrenza tra nord e sud si riducono drasticamente di un’ora circa.»

I treni merci stessi diventano più lunghi e più pesanti: le 1600 tonnellate di­stribuite su 580 metri di treno trainati da tre locomotive, come sulla vecchia tratta, diventeranno 2000 tonnellate per 750 metri trainati da una sola locomotiva. Il sistema di controllo del traffico ETCS 2, compatibile in tutta Europa, riduce i tempi di successione dei treni a un intervallo di tre minuti. Il rischio di costose interruzioni è molto basso nella nuova galleria. Incidenti dovuti alle condizioni meteorologiche, come caduta di massi, slavine, frane e inondazioni, sono praticamente esclusi. Qualora si verifichi un imprevisto indesiderato in una delle due gallerie, il collegamento sarà garantito nell’altra galleria su una corsia.

Lotta alle quote di mercato.

Le eccellenze tecniche saranno il tema centrale all’inaugurazione della galleria. Ma nel quotidiano tutti gli operatori della catena logistica saranno chiamati a sfruttare le nuove possibilità al meglio. «Il mercato ha urgenza di trasferire più merci su rotaia», commenta Stahlhut. FFS Cargo e SBB Cargo International, leader incontestati sulla tratta del Gottardo con una quota del 75 % del traffico merci ferroviario, vogliono continuare a svolgere un ruolo centrale.

E l’azienda si è preparata di conseguenza: oltre 150 locomotive sono state ad esempio equipaggiate dei necessari monitor, antenne di radiotrasmissione e software per il nuovo sistema di comando e controllo ETCS 2. Per far fronte alla crescita annunciata nel traffico merci ferroviario, FFS Cargo International ottimizzerà di continuo nei prossimi anni le offerte esistenti. La quota di mercato detenuta dalle ferrovie nel traffico merci transalpino, attualmente pari a quasi il 69 %, dovrebbe aumentare sensibilmente con la nuova galleria del San Gottardo.

«Non prevediamo il grande afflusso subito dopo l’inaugurazione della galleria», relativizza Edmund Prokschi partendo dal presupposto che nella prima fase di passaggio già si trasporteranno più merci, «ma distribuite su meno treni merci che saranno quindi più pesanti e più lunghi.» È evidente che la nuova galleria sfrutterà appieno il suo vero potenziale solo nel corso dei prossimi anni. Un presupposto importante per questo è l’ampliamento dell’intera linea di transito verso il corridoio di quattro metri. Così si darà il via libera al caricamento di semirimorchi moderni con un’altezza angolare di 4 metri.

«Da adesso alla fine del 2020, quando il corridoio di quattro metri sarà completato, ci aspettiamo un enorme passo avanti nel traffico merci su rotaia», dice Stahlhut. A partire da quella data, egli prevede che da 200 000 a 300 000 semirimorchi saranno trasportati su rotaia piuttosto che su strada, il che comporterà da circa 8000 a 10 000 treni in più nel traffico combinato.

Una linea di transito migliore.

Con la nuova galleria la Svizzera si avvicinerà all’obiettivo stabilito in materia di politica dei trasporti e ambientale di trasferire più merci possibili su rotaia e di proteggere così le Alpi dalle emissioni nocive. Il Consiglio federale prevede ulteriori incentivi in merito nella prima fase. Nel periodo dal 2017 al 2021 i treni merci pesanti beneficeranno di un abbassamento dei prezzi dei tracciati. Inoltre è previsto un aumento della Tassa sul traffico pesante (TTPCP). Inoltre, il corridoio di quattro metri sarà esteso oltre i confini nazionali.Se le aspettative riposte nella nuova galleria saranno soddisfatte, a guadagnarne sarà soprattutto l’ambiente. «A trarre ­beneficio dalla galleria di base sarà non solo la natura alpina, ma anche l’intera ­industria europea», sottolinea Michail Stahlhut. I potenziali beneficiari sono le parti coinvolte lungo l’asse Rotterdam–Basilea–Genova. La Galleria di base del San Gottardo è di per sé solo un breve tratto del più importante corridoio merci ferroviario d’Europa. «La redditività maggiore del 30 % da un portale all’altro della galleria è relativa se si considerano gli oltre 1000 chilometri dell’intera linea», riflette Edmund Prokschi.

Tanto importanti quanto la nuova galleria sono dunque le infrastrutture ottimali lungo l’intera via di transito, inclusi i terminal efficienti nelle interfacce. I flussi di traffico tra Benelux/Ruhr/Reno-Meno a nord e Lombardia/Piemonte/Emilia ­Romagna a sud delle Alpi sono i più grandi nel traffico merci ferroviario europeo. In che misura confluiranno in futuro attraverso la Galleria di base del San Gottardo saranno i clienti lungo la catena logistica a deciderlo. «Noi dobbiamo proporre offerte interessanti. Se i treni non saranno sfruttati appieno, ci sarà una perdita di denaro», continua Prokschi.

La nuova galleria servirà innanzitutto il traffico di transito transalpino internazionale, ma offrirà anche un collegamento migliore con il Ticino. Già oggi un quinto dei trasporti di merci inizia o finisce nel sud della Svizzera passando per il Gottardo. Qui la nuova galleria offre nuove opportunità nella logistica ai clienti svizzeri di FFS Cargo su entrambi i versanti alpini. In futuro FFS Cargo circolerà da e verso il Ticino con treni lunghi fino a 750 metri e sfrutterà le tratte aggiuntive per proporre nuove offerte.

In virtù della nuova offerta «Traffico a carri completi 2017», in futuro FFS Cargo offrirà fino a tre consegne al giorno per i punti di servizio ad alta frequenza in Ticino. «In questo modo creeremo più capacità e collegamenti più rapidi, soprattutto nei crescenti trasporti express», dichiara Daniel Bürgy, ­responsabile Vendita FFS Cargo Svizzera.

Nel traffico combinato, i clienti beneficeranno direttamente dei tempi di percorrenza più brevi: gli orari di consegna saranno prolungati e gli orari di arrivo ottimizzati. I clienti potranno dunque arrivare in Ticino con i loro camion più tardi e comunque ritirare la merce a Dietikon la mattina presto come di consueto. Infine, anche nel traffico con treni blocco, FFS Cargo potrà offrire treni diretti più rapidi dall’area di Ginevra al Ticino e viceversa. «La Galleria di base del San Gottardo ci permette così di offrire ai nostri clienti prestazioni più efficienti, più rapide ed ecologiche con maggiore affidabilità per soddisfare al meglio le esigenze logistiche nel traffico merci tra il Ticino e il resto della Svizzera», spiega Bürgy.

La nuova galleria è senza dubbio un capolavoro della tecnica ed esercita un fascino enorme già dalla sua inaugurazione. Dopo il 1° giugno e soprattutto dopo il cambio di orario dell’11 dicembre, i trasportatori e gli operatori della logistica opteranno sempre più spesso per il Gottardo nella scelta dei tragitti tra Germania e ­Italia, a discapito delle altre linee transalpine. E per FFS Cargo non potrà essere che un bene. «Ci siamo preparati bene a questa situazione e attendiamo impazienti ­l’opera del secolo. Che la galleria venga aperta», conclude Michail Stahlhut.

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