Accoppiamento ibrido, preparazione più rapida.

Dall’introduzione dei nuovi accoppiamenti ibridi FFS Cargo si aspetta processi più snelli, condizioni lavorative più allettanti e un vantaggio competitivo nei confronti del trasporto su gomma. Nello stabilimento industriale di Bellinzona è già stato installato l’accoppiamento in dodici locomotive di linea.

Nel cuore di Bellinzona si erge uno dei quattro stabilimenti industriali FFS. Nel corso di una recente visita allo stabilimento siamo entrati nella sala verniciatura, dove locomotive e carri ferroviari sbiaditi vengono riverniciati. Nel complesso quasi 400 tra operai, ingegneri, meccanici, fabbri, verniciatori e impiegati d’ufficio si dedicano al proprio lavoro giornaliero nello stabilimento industriale. In questa mattinata assolata di fine estate si respira al tempo stesso un’atmosfera di grande operosità e di relax. Gli uomini e le poche donne con giubbotti di sicurezza arancioni sono concentrati sulle proprie mansioni. A Bellinzona si svolge prevalentemente la «manutenzione pesante» del materiale rotabile di FFS Cargo. Che si tratti di locomotive o carri merci: qui, su base pluriennale, ogni veicolo su rotaia viene smontato, controllato, riparato dalla A alla Z e rimesso a nuovo per prolungarne ulteriormente l’utilizzo.

Nel quarto trimestre del 2018, nello stabilimento industriale ticinese, si prevede la circolazione con frequenza sorprendente di dodici locomotive di linea Re 420 degli anni 1970. Verranno sottoposte a un trattamento particolarmente intensivo: i loro accoppiamenti obsoleti saranno sostituiti da moderni accoppiamenti ibridi. In questo modo le locomotive sono in grado di agganciare sia carri merci con accoppiamento automatico sia carri merci con il tradizionale tenditore a vite. A luglio 2018 ha avuto inizio la trasformazione della prima locomotiva. Di volta in volta per due/tre settimane lavorative due operai lavorano in modo continuativo alla locomotiva praticando fori e saldature, montando e verniciando. 

Nuovi accoppiamenti per locomotive d’altri tempi

Nel dicembre 2017 FFS Cargo ha ordinato i nuovi accoppiamenti ibridi all’azienda produttrice Voith GmbH. Calcolando anche l’installazione nelle dodici locomotive si parla di un investimento complessivo di circa 2 milioni di franchi. Il cospicuo onere iniziale, sia in termini economici che di tempo, al fine di agganciare, in futuro, i carri merci in modo automatico anziché manuale, è più un passo obbligato che un semplice desiderio. «La pressione concorrenziale del trasporto su strada è in continua crescita», ci spiega Fabio Lo Piccolo, il nostro cicerone. Come collaboratore nel settore aziendale Asset Management e Transformation di FFS Cargo, Lo Piccolo è coinvolto a pieno titolo nel progetto pilota «Automazione nel traffico combinato», il cui lancio è ufficialmente previsto nel febbraio 2019. Le parole chiave riguardo alla pressione concorrenziale esercitata dal traffico su strada sono: elettromobilità, veicoli autonomi e sempre più autisti di autocarri provenienti da paesi dell’Est UE con costi salariali molto contenuti. 

La ferrovia dovrebbe contrapporsi a questa tendenza, Lo Piccolo ne è convinto. L’impiego di moderne tecnologie potrebbe tradursi per FFS Cargo in un nuovo potenziale finalizzato all’incremento della produttività. In concreto, il progetto pilota dovrebbe ambire a migliorare la qualità dei trasporti e le prestazioni grazie a innovazioni mirate del materiale rotabile nonché a una semplificazione dei processi produttivi. «Sotto la lente si collocano: accoppiamento automatico, prova dei freni automatica e locomotiva di manovra parzialmente autonoma», sintetizza Lo Piccolo.

Più comfort per clienti e collaboratori

L’implementazione della nuova tecnica per il materiale rotabile prossimo ai 50 anni non è però facile. Pare infatti che le locomotive Re 420 di FFS Cargo non siano progettate per sopportare urti energici in mezzo alla parte frontale (anziché sui tamponi), cosa che invece sarà possibile dopo il montaggio dei nuovi accoppiamenti ibridi con apposite manovre. «Già soltanto affrontare questa sfida con l’ausilio di svariati ritocchi ha tenuto impegnati per molto tempo i nostri migliori ingegneri, fino a far fumare qualche testa», racconta Lo Piccolo.

L’intenso lavoro preliminare dovrebbe rivelarsi proficuo per l’avvenire. Così la preparazione di un treno merci, in futuro, dovrebbe essere realizzabile soltanto con una persona. Accanto ai costi del personale è dunque possibile risparmiare anche tempo prezioso. «In futuro la preparazione dei treni dovrebbe avvenire molto più velocemente», ne è convinto Lo Piccolo. 

FFS Cargo si sente in dovere anche in qualità di datore di lavoro. «Mestieri quali manovratore o macchinista hanno perso appeal negli anni e noi intendiamo opporci a questa situazione con l’ausilio dell’automazione», afferma Lo Piccolo. Il sollevamento manuale del pesante tenditore a vite viene a mancare in caso di accoppiamento automatico, pertanto si evitano ripercussioni negative a lungo termine per la salute. In avvenire il macchinista potrà persino rimanere nella propria cabina di guida in fase di accoppiamento. 

Nuovo slancio alla competizione con il trasporto su strada

Anche per i clienti la routine giornaliera dovrebbe diventare più confortevole. La consegna più rapida del materiale rotabile potrebbe creare i presupposti perché FFS Cargo offra ai clienti collegamenti supplementari o del tutto nuovi. 

Collaboratrici e collaboratori in salute e clienti soddisfatti: automazione e digitalizzazione possono fornire nuovi strumenti al traffico merci su rotaia per consentirgli di affrontare con slancio la concorrenza del traffico su gomma. All’inizio del 2019 cinque terminali e locomotive dovrebbero essere provvisti di accoppiamento automatico e prova dei freni automatica ed essere pronti per le prime corse di prova. Fabio Lo Piccolo: «A metà 2019 valuteremo le prime esperienze e poi vedremo il da farsi.» E c’è molto da fare a Bellinzona. Chiunque visiti lo stabilimento ha la sensazione che ci si stia muovendo nella giusta direzione.

Stati Uniti e Russia usano già l’accoppiamento automatico

In materia di accoppiamento automatico di carri merci, l’Europa è un continente del terzo mondo. A causa di strutture federali con decine di ferrovie statali, in passato non è stato possibile individuare standard comuni, nonostante i molteplici tentativi, né un piano di migrazione. Con la sua imminente serie di test per l’impiego produttivo, FFS Cargo svolge un ruolo da precursore. A differenza di quanto avviene negli Stati Uniti e in Russia, dove i treni merci vengono accoppiati in automatico già da tempo. La motivazione per il cambiamento in entrambi i paesi non ha però a che vedere in primo luogo con efficienza aziendale e rapporto costi/benefici, ma soprattutto con ragioni di sicurezza (Stati Uniti) e con l’impiego prevalente di treni lunghi e pesanti (Russia). Difficile fare un paragone con il traffico svizzero a carri completi. Pertanto esperienze raccolte negli Stati Uniti e in Russia non possono confluire nel progetto pilota di automazione di FFS Cargo.

Collaboratori a sufficienza grazie all’esercizio con una sola persona

Le novità accoppiamento automatico e prova dei freni automatica sono elementi di centrale importanza sulla via dell’introduzione dell’esercizio con una sola persona in fase di manovra. Tutto ciò lascia presagire non soltanto un sensibile risparmio in termini di tempo ma anche un’attenuazione – per effetto del profilo professionale più accattivante a fronte di un lavoro meno impegnativo sul piano fisico – del problema della mancanza di nuove leve tra i manovratori di FFS Cargo.

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